martedì 16 agosto 2011

Collana Utopie - NASCONDERE LA TECNOLOGIA


Collana Utopie


NASCONDERE LA TECNOLOGIA
Un'applicazione invisibile per 

UN NETWORK PER LO SPETTACOLO DAL VIVO

Per organizzare la conoscenza e renderla accessibile a tutti
Associazione Comoedia - prima pubblicazione aprile 2003 - pagine 16


PREMESSA

L’INFODOMESTICO  - Un'applicazione invisibile

Oggi è impossibile intraprendere qualsivoglia attività lavorativa, commerciale o quotidiana facendo a meno delle tecnologie. Ma non è che il computer risponda poi così bene alle nostre esigenze. E' il prodotto della fretta, della precipitazione e, per quel che conta, dall'arroganza dell'industria tecnologica: un'industria che mette l'apparecchio al primo posto e gli utenti al secondo, che tende a ignorare le concrete esigenze dei consumatori. In ogni caso il mondo della tecnologia odierna è troppo complicato; occorre trovare un sistema migliore. E il sistema migliore esiste
L'infodomestico - o computer invisibile - basa le sue applicazioni partendo delle esigenze delle persone; progettato per passare da una concezione di prodotti centrati sulla tecnologia a prodotti centrati sui bisogni degli esseri umani. Esiste una considerevole disparità fra le proprietà delle macchine e quelle delle persone. La tecnologia moderna è digitale, la gente è analogica:  una differenza sostanziale. La strada che qui proponiamo non è affatto una via obbligatoria, ma il paradigma corrente appare talmente radicato che l'unica possibilità di cambiamento è ricominciare tutto da capo. Ripartire da zero e iniziare con programmi più semplici. Il modo giusto di  operare si basa sulla realizzazione di infodomestici dotati di tecnologia umana, ovvero centrata sull'utente e sugli esseri umani, dove la medesima tecnologia informatica vada scomparendo per lasciar spazio ad apparecchi adatti a compiti specifici e in grado di conservare tutta la potenza necessaria senza eccessi di complessità. Il nostro motto è NASCONDERE LA TECNOLOGIA in modo che scompaia dalla nostra vista e ci consenta di concentrarci sulle nostre attività professionali. La normale clientela di queste tecnologie è composta da persone che non vogliono far altro che andare avanti con la propria vita, per le quali la tecnologia dev'essere invisibile, nascosta dietro le quinte di un palcoscenico, ma in grado di portare benefici non necessariamente accompagnati da problemi, tormenti, stress. Si tratta di persone non comprese dai maghi dell'high-tech. Le persone dovrebbero preoccuparsi di imparare a portare a termine i propri compiti, non di imparare a far funzionare la tecnologia. Non ha alcuna importanza se si è in possesso o meno di tecnologie superiori; importa soltanto il fatto che ciò che abbiamo si dimostri sufficientemente adatto allo scopo. Vogliamo affidabilità e semplicità: 'accendilo, usalo e dimenticalo'.  
In un mercato maturo, la tecnologia viene data per scontata. Convenienza, prezzo giusto, prestigio sono i vettori trainanti. Fra le altre cose, la convenienza dovrebbe includere la facilità d'utilizzo, il fatto che il prodotto possa essere acquistato, acceso e usato senza dover seguire lunghe sessioni di training o telefonate all'assistenza clienti, né consultare complicati manuali o appositi corsi.  Spesso si aggiunge anche la fastidiosa sensazione di esser preda della confusione, di non aver tutto sotto controllo.  L'argomentazione primaria a favore degli infodomestici è lampante: la semplicità. La capacità di realizzare un design adeguato alle attività da svolgere, in modo tale che lo strumento divenga parte delle funzioni stesse, come fosse l'estensione naturale del lavoro che sarà chiamato a compiere, l'estensione naturale della persona che ne farà uso. Allo stesso tempo è importante non disfarsi di alcuni vantaggi garantiti dal personal computer, quale la interscambiabilità dei dati tra un'applicazione e l'altra, tra uno strumento e l'altro. Per esser certi di poter conservare tale potenzialità, le applicazioni degli infodomestici devono essere capaci di comunicare liberamente e senza sforzo. 

Dicono che l’innovazione sia la nuova ricchezza delle nazioni. E che la creatività sia il nuovo motore di un’economia chiamata, un tantino pomposamente, Economia della Conoscenza. Una volta, i creativi, erano gli artisti, gli inventori, in qualche caso gli scienziati. Oggi, si sente dire che c’è bisogno di creatività: di cervelli capaci di scovare strade diverse, di soluzioni imprevedibili, pensieri impensabili nell’industria, nei servizi, dappertutto. Pare che su questo pianeta le idee saranno sempre più importanti. C’è la creatività con la ‘c’ minuscola e la Creatività con la ‘C’ maiuscola. La prima è quella delle piccole soluzioni quotidiane, necessaria per adattarsi ai cambiamenti. Ma la seconda è assai più rara: batte strade mai battute prima e viene ricompensata coi Pulizer e i Nobel. In ogni modo, la scintilla creativa non è più esclusiva degli eremiti della musica o della fisica nucleare. Oggi, è anche a disposizione dei pool di cervelli che collaborano – spesso agli opposti estremi del mondo – per immaginare qualcosa che magari esiste già ma che nessuno aveva mai visto  prima. Ecco questa potrebbe essere una buona definizione di creatività. Il 15 settembre del 1997 da un garage della California  due studenti ventenni  di Stanford, Larry Page e Sergey Brin, registrarono il buffo nome della loro aziendina; Googlee.com. Finanziati con un milione di dollari da lungimiranti finanzieri, su un preciso dichiarato obiettivo: ORGANIZZARE LA CONOSCENZA E RENDERLA ACCESSIBILE A TUTTI.                                                 

Possiamo così sintetizzare:
L’INFODOMESTICO – è un’applicazione specializzata nell'elaborazione di informazioni: conoscenze, fatti, grafici, immagini, video e suoni. Progettato per supportare un'attività specifica e la capacità di condividere tra di loro tali informazioni attraverso:                    SEMPLICITA' – La complessità dell'infodomestico viene misurata rispetto alla funzionalità, non allo strumento. La tecnologia è invisibile.
VERSATILITA' – Gli infodomestici vengono progettati per consentire e incoraggiare l'innovazione, l'interazione creativa.                          PIACEVOLEZZA – L'applicazione deve dimostrarsi piacevole, divertente e gradevole. Piacevoli da usare e da possedere.



COMOEDIA per il web

Il 21 settembre 1997 fui invitato - dall’allora Presidente dell’AGIS dott. Antonio Mazzarolli e dal responsabile del Settore Teatro dell’AGIS Walter Le Moli - alla Convention del Teatro organizzata a Parma per presentare Il Sito degli Operatori Teatrali Italiani creato dall’Associazione Comoedia. In quell'occasione spiegai che l’obiettivo del sito era quello di fornire un servizio in grado di sostenere l’idea che: ‘Il Teatro nell’era della multimedialità non può prescindere dai grandi e nuovi sistemi che governano il mondo. Viviamo in un universo regolato dai computer e aperto ad un futuro in cui Internet sarà la chiave di volta della comunicazione. Importante diviene allora non farsi snaturare dal mezzo, ma soprattutto riuscire a servirsi di esso in modo mirato ed intelligente’.
Questa riflessione verrà successivamente ribadita nel luglio del 2000 in occasione della presentazione  del PORTALE DEL TEATRO -  COMOEDIA  (in rete dal 1/7/2000 al dicembre 2001 registrando, eccezionale per quei tempi, la cifra di 2.300.000 pagine consultate) organizzata presso la sede nazionale dell’AGIS a Roma.

Nello stesso periodo Umberto Eco, presentando il sito dell’Accademia delle Culture ‘Manuale interattivo del sapere ’ disse che:

‘Non è un omaggio alla moda di internet. Non è neanche un manuale del sapere in generale. Per stimolare e ridistribuire esperienze in paesi diversi, la Rete è l’unica via. Il computer e internet sono la vera rivoluzione del secolo, che può modificare, come a suo tempo fece la stampa, il nostro modo di pensare e apprendere.

COMOEDIA ... nel passato:

- Il sito degli operatori teatrali italiani - Patrocinio della Presidenza dell’AGIS, presentato alla IV CONVENTION DEL TEATRO - Parma 1997                                                                         - Stage introduttivo @ Internet per professionisti dello Spettacolo - Con il contributo del Comune di Torino e la collaborazione dell’Università di Torino / DAMS e della Delegazione AGIS Piemonte Torino – giugno/dicembre 1999                                                                               COMOEDIA - Il Portale del Teatro - IL MAGAZINE del Teatro - Con il contributo della Regione PiemontePatrocinio della Presidenza dell’AGIS, della FEDERTEATRO e la collaborazione del Forum per la Società dell’Informazione della Presidenza del Consiglio. Roma – luglio 2000                                             - STAGE – Catalogo tecnico professionale dei luoghi di spettacolo dal vivo in Piemonte - Con il contributo della Regione Piemonte e la collaborazione della Delegazione AGIS del PiemonteTorino – marzo 2002                                                                                          - Progetto ‘Il Network dello Spettacolo dal Vivo’ - Torino – aprile 2003                                                                

COMOEDIA - servizi attivati o in lavorazione: 


- Bibliotec@ Popolare dello Spettacolo  

- Network Pro dello Spettacolo dal Vivo 


Continua ... 


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